Non tutti i dolori sono uguali. Le principali tipologie di dolore

Mal di schiena, dolori articolari, muscolari, traumi sportivi, tendiniti, reumatismi: ecco le indicazioni per riconoscere i dolori più frequenti.

“Mal comune mezzo gaudio”, cita il proverbio, ma nel caso del dolore proprio non regge. Le stime parlano di 20 milioni di persone che tutti i giorni fanno i conti con il dolore fisico: troppe. Di queste 6 su 10 hanno età superiore ai 65 anni e il loro dolore nell’80% dei casi ha intensità da moderata a grave.

Attenzione a non generalizzare: ogni tipo di dolore ha, infatti, le sue caratteristiche e cause che è bene conoscere per gestirlo al meglio.

Quando rivolgersi al medico? Monitorare il dolore è fondamentale: se compare all’improvviso e non si risolve entro alcuni giorni, accompagnandosi anche a febbre, gonfiore, rossore della parte e limitazione del movimento, meglio chiedere un consulto a un esperto.

Per alleviare i dolori, di qualunque tipo essi siano, sono disponibili differenti opzioni terapeutiche, da valutare insieme al medico. Prima di assumere farmaci è inoltre sempre opportuno informarsi sugli effetti collaterali leggendo con attenzione il foglietto illustrativo.

Una novità in farmacia è rappresentata da dispositivi monouso da applicare direttamente sulla pelle che, grazie alla loro particolare struttura e al meccanismo d’azione, donano sollievo fino a 24 ore. Contengono microfilamenti di rame e di zinco, nonché estratti naturali di Arnica e Artiglio del diavolo, e sono privi di effetti collaterali. Fatti aderire alla pelle della zona interessata dal dolore, questi veri e propri patch creano un effetto barriera e la produzione di impercettibili microcorrenti spontanee che favoriscono un lieve aumento della temperatura cutanea, a tutto vantaggio di una sensazione di benessere che contrasta il dolore. Vuoi saperne di più? Chiedi consiglio al farmacista.

Mal di schiena e lombalgia

Sono dolori che non hanno età, sebbene le cause siano di ben diversa natura:

  • Nell’infanzia problemi posturali, per posizioni scorrette assunte a scuola, zaini troppo pesanti, scoliosi ecc.
  • Gli adolescenti si scontrano con il mal di schiena o con altri traumi accidentali nella zona lombare soprattutto a seguito di attività sportiva troppo intensa o praticata in modo scorretto.
  • Gli adulti lo avvertono per una questione di età che porta via via al logorio anche della colonna vertebrale o in associazione ad abitudini che possono indurre il mal di schiena, come l’eccessiva sedentarietà.

Per il trattamento sono sconsigliati il riposo assoluto a letto, salvo le prime ore dall’insorgenza del dolore alla schiena, così come poltrire a lungo in poltrona. Meglio avviare appena possibile la graduale ripresa dell’attività quotidiana e fisica abituale.

La prima regola per proteggersi dal rischio di mal di schiena è fare movimento con un’attività di tipo aerobico: questa non ha controindicazioni di età e può essere modulata sulle caratteristiche fisiche di ognuno. Ogni attività va sempre preceduta da una fase di riscaldamento e conclusa da una fase di defaticamento che contempli anche lo stretching dei distretti muscolari utilizzati, compresa la schiena. Altri sport indicati sono: nuoto, ginnastica dolce a terra o in acqua, camminate in piano o in montagna e così via. I benefici? Molteplici. Sono attività che rafforzano i muscoli di schiena e addome, alleviano tensioni che si possono ripercuotere a livello muscolare, contribuiscono al miglior controllo del peso che spesso influenza il mal di schiena.

Dolori articolari

Hanno per lo più natura infiammatoria e durata variabile da pochi minuti a disturbo costante. Spesso sono accompagnati da gonfiore, calore e rossore. Le sedi più dolenti sono spalla, ginocchio, polso e mano, anca, gamba e piede, ma anche cartilagini e tendini.

I più giovani devono i dolori articolari soprattutto a stress fisico e pratica sportiva colpevole di strappi, distorsioni, slogature, lussazioni. Dolori più intensi si avvertono se la causa sono fratture o malattie come artrosi, artrite, borsite, osteoporosi, tendinite, ecc.

Non è tutto: essi possono dipendere anche dal sovrappeso e dall’obesità. Quest’ultima è una malattia, non dimentichiamolo.

In alcuni tipi di dolore articolare possono essere indicati bagni e impacchi caldi o viceversa applicazioni di ghiaccio, massaggi e fisioterapia, ultrasuoni, tecarterapia, riposo.

Dolori muscolari

Lesioni, traumi, esercizio fisico intenso, sforzi eccessivi, posture sbagliate protratte nel tempo: ecco ciò che fa patire di più i muscoli che rispondono con dolore e affaticamento. A risentirne di più sono le fasce di collo, spalle, gambe e braccia e schiena.

A volte il dolore muscolare può essere spia anche di alcune condizioni cliniche come ad esempio l’influenza o la fibromialgia, o a condizioni fisiologiche come i dolori mestruali.

Come prevenirli? Rafforzando i muscoli con esercizi mirati, preparandoli così ad affrontare gli sforzi o aiutandoli a sostenere meglio il peso corporeo.

Le attività più efficaci sono alla portata di tutti: camminate, bicicletta e nuoto sono dei toccasana per rinvigorire l’apparato muscolare. Ma attenzione: vanno evitate in fase di dolore acuto, come anche gli esercizi aerobici e il sollevamento pesi che impattano sui muscoli.

Traumi sportivi o casalinghi

Ematomi e contusioni sono fra gli incidenti più ricorrenti in sport che prevedono il contatto fisico, ma possono essere anche l’esito di cadute o di scontri con spigoli di tavoli o colpi con altri oggetti in ambito domestico.

La caratteristica principale è un livido più o meno importante, sottostante a un gonfiore che segue a un brusco e doloroso l’impatto con l’ostacolo.

Di norma, quando il trauma è lieve, l’ematoma tende a riassorbirsi spontaneamente. E’ comunque indicato intervenire prontamente con l’applicazione di ghiaccio, eventualmente anche secco o spray. Il ghiaccio serve a contenere l’ematoma, impedendo la vasodilatazione. La terapia prevede poi il riposo assoluto fino alla risoluzione del problema. Se la contusione riguarda i muscoli sono efficaci anche dei bendaggi non  troppo stretti,  che aiutano a immobilizzare la parte, e il sollevamento dell’arto per favorire il riassorbimento dei liquidi.

Tendiniti

Si definisce così l’infiammazione di un tendine, che causa dolore associato all’eventuale tumefazione della parte interessata, che ne impedisce o limita il movimento. 

A volte la tendinite stimola un “dolore a freddo” che si avverte alla messa in moto dell’articolazione e che si allevia con il movimento, in altri casi invece il sintomo doloroso potrebbe aumentare progressivamente con l’utilizzo dell’articolazione stessa.

I tendini più esposti sono quelli di spalle (tendinite della cuffia dei rotatori), gomiti (epicondilite o gomito del tennista) mani e polsi (dito a scatto), anche, ginocchia e caviglie (tendinite d’Achille, fasciti plantari).

Dopo la corretta diagnosi, che di norma avviene con ecografia o risonanza magnetica, i trattamenti possibili sono innanzitutto il riposo, il ricorso a ghiaccio, farmaci ed eventuali applicazioni dietro consiglio medico, come laserterapia, ultrasuoni, onde d’urto, tecarterapia, fisiokinesiterapia.

Dolori reumatici

Non sono un disturbo normale legato all’età ma hanno a monte una precisa causa, meritevole di indagine, ad esempio artriti, artrosi, artrosi cervicale, reumatismi articolari. Tutte problematiche che interessano prevalentemente le articolazioni ma che possono riguardare anche parti “extra-articolari” (cuore, polmoni, reni, pelle, intestino) e avere, a seconda dei casi, origine infiammatoria o degenerativa.

Le donne sono le più colpite per una componente ormonale e per l’età più senior. Ma non sono gli unici fattori di rischio: possono stimolare l’insorgenza dei dolori reumatici anche alcune malattie e condizioni predisponenti, come malattie congenite che alterano le articolazioni, stress meccanici dovuti all’attività professionale o sportiva, traumi accidentali, sovrappeso e obesità e, fra i fattori ambientali, freddo e umidità che ne possono peggiorare i sintomi.

Generalmente il dolore reumatico è accompagnato da rigidità al risveglio, gonfiore, arrossamento, sensazione di calore delle articolazioni e, nelle forme che interessano i muscoli, affaticamento, stanchezza e malessere generale.

Fondamentale è inquadrare la malattia per procedere alla corretta terapia che oggi offre vaste opportunità di trattamento: dai farmaci tradizionali fino agli innovativi farmaci biologici i quali vanno affiancati all’educazione a un coretto stile di vita, a partire dalla dieta.